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BASKET PROFI presenta: DJ CRAIM
Vi ricordate il blog che abbiamo lanciato per il ritorno delle Profi in casa adidas Originals? Quello dove, quotidianamente, cinque editor da altrettante città italiane vi tengono aggiornati sulle ultime novità in fatto di moda, design, musica, fotografia, lifestyle? Oggi vi presentano Dj Craim, “il Michelangelo dei piatti”, classe 1987. Precocemente introdotto al mondo della musica dal fratello, fa conoscere la sua abilità nel turntablism fin dall’adolescenza. In seguito, nel 2009, si lega alla scena hip hop, dando anima e corpo in progetti sperimentali e innovativi come  Artificial Kid, progetto dall’animo cyberpunk, per cui Craim collabora con  Danno (rapper romano parte dei Colle der Fomento) e  StabbyoBoy.  “Numero 47″, che è anche l’unico album prodotto da Artificial Kid, è una narrazione: racconta, in un’atmosfera inquietante, un domani futurista dominato dalle macchine, inquadrato in un rigido sistema di dittatura mediatica. Una visione totalizzante di un’era tecnologica prossima ventura, ma che ha già gettato le proprie basi. Mentre viene ultimata questa opera di distopia cyberpunk,  Kaos nota il giovane Craim. Kaos, quel poeta degli 80 bpm che dopo un periodo di pausa—in cui il suo pubblico era stato assalito dal dubbio che avesse smarrito il tasto “play”—decide di produrre un nuovo album: “Post Scripta”. E quando c’è un album, c’è il tour. E quando ci sono un tour e un rapper, c’è sempre un dj. E quel dj, per Kaos, da allora, è dj Craim. È l’inizio di una nuova avventura, che comincia all’inizio di quest’anno e ancora sta toccando, da nord a sud, tutte le città del Bel Paese. Il passo successivo è unire i due progetti e creare un gruppo a cinque stelle, i  ” Good Old Boys“: Danno, Masito, Kaos, dj Baro e, ovviamente, Craim. Il quintetto hip hop sta emozionando la scena underground di molte città italiane, con il mix ideale di beat, scratch e rime argute su tematiche che colpiscono l’opinione pubblica. Ecco, in sintesi, l’ascesa di Craim. Ha intrapreso un percorso, che sembra quasi un percorso naturale, senza forzature, in cui, tramite le sue abilità di turntablist, si è creato una personalità artistica così spiccata da essere immediatamente riconoscibile.

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Dark Holiday
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